Il libro ha le pagine leggermente ingiallite. Si parla tanto dei cibi dell’anima, legati ai sapori dell’infanzia. Ma esistono anche i libri dell’anima. I primi che prendemmo in mano, dopo quelli ascoltati dalla voce della mamma. I primi che abbiamo letto da soli e sui quali abbiamo imparato a sognare. Per provare un brivido non è necessario rileggerli, basta guardare le copertine allineate sullo scaffale. Hanno gli angoli smussati e i rivestimenti di plastica trasparente su cui è rimasta l’ombra di un pezzo di scotch. Basta guardarli, dicevo, perché dentro si scateni una tempesta dolce.