Il libro ha i bordi e/o il dorso un po consumati.
Friedrich GlauserIl, tè delle tre vecchie signore
«Può ricordare, per certo verso, Simenon, il Simenon di Maigret (che gli è vicino nel tempo); ma più, crediamo, Friedrich Dürrenmatt, che è venuto dopo e che noi abbiamo conosciuto prima». Leonardo Sciascia
A cura di Gabriella De' Grandi
Lingua originale: tedesco
Titolo originale: Der Tee der drei alten Damen
In occasione dei 40 anni dalla fondazione di questa casa editrice ci piace riproporre alcuni titoli che, a nostro giudizio, hanno rappresentato dei punti cruciali della nostra storia editoriale.
«Non sottovalutate il racconto poliziesco: oggi è l’unico mezzo per diffondere idee ragionevoli» – diceva Friedrich Glauser. Non sappiamo se lui davvero scrivesse racconti polizieschi per diffondere idee ragionevoli, né in che tali idee consistessero (ma le si può forse far consistere, sic et simpliciter, nella ragionevolezza di fronte ad una società rigida, puritana, fitta di divieti e interdetti): sappiamo però con certezza che è un grande narratore di storie poliziesche; lucido, sottile, affascinante. E a considerare la sua vita – disordinata, inquieta, allucinata – e la sua adozione del genere poliziesco, della tecnica narrativa del giallo, e il modo tutto suo di gestirlo, possono apparire una incongruenza, una contraddizione. Ma è una contraddizione che ci riporta a colui che del poliziesco è stato il padre: Edgar Allan Poe. (1985)
Friedrich Glauser (1896-1938), scrittore svizzero, ebbe una vita dolorosa e ribelle, le cui esperienze ricorrono trasfigurate nella sua produzione letteraria (l’infanzia, i viaggi, i soggiorni in ospedali e manicomi, la Legione straniera). Tra le sue opere, oltre quelle qui pubblicate, i polizieschi Il tè delle tre vecchie signore (1985), Il regno di Matto (1988), Il Cinese (1988), I primi casi del sergente Studer (1989). E inoltre Gourrama (1990), Dada, Ascona e altri ricordi (1991), Oltre il muro (1993), Morfina (1995) e La negromante di Endor (1999).