Nome: Eveline
Padre: James Joyce
Città: (Gente di) Dublino
Età: «Diciannove anni passati»
Stato di cose: «Tutto cambia. Adesso stava per andare via come gli altri»
Momento di commozione: «Casa! Guardò in giro per la stanza, passando in rivista tutti gli oggetti familiari»
Considerazioni: «Era saggio? Cercò di ponderare ogni aspetto della questione. A casa aveva comunque tetto e cibo; aveva intorno quelli che aveva conosciuto tutta a vita. […] Cosa avrebbero detto di lei ai grandi magazzini scoprendo che era scappata con uno?»
L’ “uno”: «Frank era molto buono, virile, aperto.»
Problema: «Naturalmente, suo padre aveva scoperto la relazione e le aveva proibito di avere a che fare con lui. ‘Li conosco questi marinai’ aveva detto.»
Progetto: «Doveva partire con lui sul battello della notte. […] Si alzò con un improvviso moto di terrore. Fuggire! Doveva fuggire! Frank l’avrebbe salvata.»
Attesa: «Si sentiva le guance pallide e fredde e, da un labirinto di angoscia, pregò Dio di guidarla, di indicarle quale era il suo dovere. La nave mandò un lungo fischio lugubre. […] Se andava, domani sarebbe stata sul mare con Frank, diretta a tutto vapore verso Buenos Aires. […] Poteva ancora tirarsi indietro? […] L’angoscia le fece venire la nausea.»
Realizzazione: «Una campana le squillò sul cuore. Lo sentì afferrarle la mano: ‘Vieni!’ […] Si aggrappò con entrambe le mani alla ringhiera di ferro. ‘Vieni!’
No […] le mani strinsero convulse e frenetiche il ferro.»
«Tutti i mari del mondo le si rovesciarono intorno al cuore.»