La pubblicazione di un volume sulla teoria della musica non si giustifica se non contiene qualche apporto chiarificatore su eventuali ingorghi sulla intelligibilità di premesse teoriche malintese; può essere giustificata ancora per una migliore chiarezza e precisione nell’esporre cognizioni teoriche già note ma che necessitano di definizioni nette e facili da capire, poiché questo tipo di testo scolastico è indirizzato a coloro che devono “imparare la musica” e non può essere una cattedra universitaria. Quest’opera teorica possiede entrambe queste qualità: l’esposizione è chiara ed essenziale nella formulazione delle pur necessarie “definizioni” e nelle esemplificazioni di esse; chiarisce in modo perentorio certi incredibili equivoci che sitrascinano da decenni nelle scuole musicali italiane, su argomenti di primaria importanza teorica, inspiegabilmente irrisolti da molti teorizzanti, almeno in sede di pubblicazioni consimili.